Misericordia di Pisa
1 nov 2006

LA NUOVA SEDE DELLA MISERICORDIA DI PISA

Una storia lunga sette secoli

Fin dalla sua nascita, avvenuta intorno al 1330 sull'onda della predicazione degli ordini mendicanti e in particolare dei padri domenicani di Santa Caterina, i "bonomini della misericordia"1 si posero il problema di individuare un oratorio e dei locali per la Confraternita, originariamente denominata Compagnia di Sant'Orsola.

Dopo l'edificazione del monastero e della chiesa di S.Marta, sorto grazie all'opera di fra' Domenico Cavalca al fine di ospitarvi le monache dette della Misericordia di Spina, i Fratelli stabilirono la loro prima sede presso la chiesa di Santa Viviana Foris Portam (o anche, più semplicemente, Santa Bibiana), edificata nel 1115 e oggi non più esistente.

La Compagnia rimase nella chiesa di Santa Viviana fino alla fine del 1476 allorché questa, con una Bolla di Papa Sisto IV, fu soppressa e annessa al convento delle monache di Santa Marta.

I Fratelli si trasferirono quindi in una sede provvisoria presso la vicina chiesa di San Luca, della quale ancora oggi si osservano le strutture architettoniche inglobate all'interno di un edificio postumo, fino a quando, nel 1489, la Compagnia trovò sede stabile in alcune stanze retrostanti la chiesa camaldolese di San Michele in Borgo, successivamente ampliate, restaurate e trasformate in sede istituzionale e in un oratorio dedicato a Sant'Orsola.

Per ben tre secoli, vale a dire dal 1489 al 1785, l'oratorio di Sant'Orsola è stato sede della Compagnia e luogo dove i Fratelli si dedicavano alle attività istituzionali del sodalizio. Il vicolo che ospitava la sede della Compagnia, ancora oggi, è denominato Vicolo di Sant'Orsola, e mentre "andare a Sant'Orsola" era un comune detto pisano che per molto tempo ha significato passare a miglior vita, "orsolini" erano normalmente chiamati i Fratelli della Compagnia.

Nel periodo durante il quale la Compagnia ebbe sede in Sant'Orsola, si verificò una parentesi che portò i Fratelli ad utilizzare come propria sede, in via del tutto occasionale, due chiese: la chiesa dei Galletti e la chiesa di San Simone2 .

Avvenne infatti, intorno al 1716, che fra i Fratelli e i monaci camaldolesi nacquero alcuni attriti dovuti a mere questioni di vicinato che, dopo vivacissime discussioni, furono infine portate al giudizio del tribunale. In attesa che questo si pronunciasse (peraltro con sentenza favorevole alla Compagnia), i monaci chiusero tutti gli accessi all'oratorio di Sant'Orsola, impedendo così ai Fratelli di svolgere le loro attività.

La festa di Sant'Orsola (22 ottobre) dell'anno 1716 fu quindi celebrata presso la chiesa dei Galletti, e l'altare per la processione del Corpus Domini non venne eretto, come era tradizione, sul sagrato della chiesa di San Michele.

Privi di una sede e di una chiesa, nel 1717 i Fratelli furono ammessi all'Oratorio della Compagnia di San Giovanni Battista in San Simone dove restarono per breve tempo in quanto, nel 1720, essi poterono finalmente fare ritorno nell'oratorio di Sant'Orsola.

Intorno agli anni Sessanta del XVIII° secolo, la Compagnia si attivò per individuare una sede ed un oratorio nuovi e con ambienti più decorosi dato che i locali dove essa operava, nonostante i ripetuti restauri e le successive acquisizioni di immobili limitrofi, erano diventati ormai troppo stretti e angusti.

Tuttavia i tempi stavano rapidamente cambiando e sulla Compagnia si abbatté la scure del dispotismo cosiddetto "illuminato", che in Toscana si concretizzò, fra le altre cose, nella decisione del Granduca Pietro Leopoldo I°3 di procedere alla secolarizzazione dei beni ecclesiastici ed alla soppressione delle Confraternite e degli Ordini religiosi.

Al pari di altre confraternite, anche la Compagnia di Sant'Orsola, con decreto del 21 marzo 1785, applicato il 10 luglio successivo, venne sciolta, il suo oratorio profanato e i suoi beni requisiti ed in massima parte alienati4.

Fu solo nel 1791, con il Governatore Lazzaro Damiani, che la Compagnia poté ricostituirsi con rescritto del nuovo Granduca Ferdinando III° e, grazie all'intervento dell'Arcivescovo Angiolo Franceschi5 (1778-1806), trovare ospitalità presso l'oratorio di San Gregorio6 , in via San Frediano, che, unitamente alle successive acquisizioni di immobili limitrofi, è ancora oggi la sede istituzionale della Misericordia di Pisa.

Nel 1955, in seguito alla incorporazione dell'antichissima Compagnia del Crocione7 , la Misericordia di Pisa acquisì il possesso della Chiesa di San Giuseppe e dei locali annessi che, a tutt'oggi, vengono utilizzati per le attività d'istituto dell'Arciconfraternita.

L'antica aspirazione di edificare un proprio Camposanto per i Confratelli della Misericordia di Pisa8 , a lungo inseguita e finalmente concretizzata nel 1975, coincise anche con l'aspirazione di erigere una "grande chiesa della Misericordia" e, successivamente, con l'aspirazione ad edificare o acquisire una nuova e più razionale sede istituzionale.

Il progetto Bellucci - Diddi per la edificazione del Camposanto della Misericordia di Pisa in via Pietrasantina, comprese quindi anche il progetto della chiesa di SS.Orsola e Margherita, consacrata dall'Arcivescovo di Pisa Mons. Alessandro Plotti l'8 novembre 2003 e che, se si escludono le trasformazioni dell' oratorio di Sant'Orsola, è l'unica chiesa interamente edificata dalla Misericordia di Pisa nel corso della sua lunga storia.

Nel mese di luglio del 2003, il Comune di Pisa approva in via definitiva il progetto di costruzione della nuova sede istituzionale della Misericordia di Pisa.
 

La nuova sede: 25 anni di attesa

La necessità di edificazione di una nuova sede istituzionale per la Misericordia di Pisa nasce intorno alla seconda metà degli anni Settanta del secolo scorso, allorquando le molteplici e accresciute attività dell'Arciconfraternita, che all'epoca comprendevano anche un vasto Poliambulatorio, un laboratorio d'analisi ed un reparto di cardiologia, richiesero l'utilizzo di maggiori spazi.
Vari Governatori, fra i quali il compianto Comm. Giuseppe Diddi, e Magistrati, si occuparono intensamente della questione che, peraltro, si prefigurava alquanto difficile.

La costruzione del Camposanto della Misericordia di Pisa, cui era stata data la massima priorità, accantonò momentaneamente la questione, che tuttavia si ripresentò con forza negli anni Ottanta.
Dopo una lunga fase di studio sembrò che la Misericordia di Pisa potesse finalmente costruire la sua nuova sede in via Canevari, ma il progetto non andò in porto.

Con gli anni Novanta l'ubicazione della sede storica della Misericordia di Pisa in piazza San Frediano, per quanto centralissima e prestigiosa, si fece vieppiù difficile: la presenza dell' Università e di numerosi uffici e istituzioni nelle immediate vicinanze rendeva l'intera zona trafficata e affollata di passanti, complicando non poco l'uscita dei mezzi di soccorso, rendendo difficilissimo l'accesso per i servizi di onoranze funebri e per i servizi poliambulatoriali che, inevitabilmente, vennero cessati.
Nel 1995, dopo la privatizzazione avvenuta nel 1992, il Magistrato si pose come obiettivo primario e irrinunciabile quello della costruzione di una nuova sede o, in subordine, l'acquisto di un immobile da destinare a sede istituzionale della Misericordia di Pisa.

In quegli anni, peraltro, si verificò in tutta Italia il repentino sviluppo degli enti non profit, vera e propria risorsa nazionale per l'erogazione di servizi socio-sanitari, nonchè settore capace di assorbire una non indifferente quota di forza lavoro e di creare ricchezza.

Lo sviluppo del cosiddetto "terzo settore" portò anche ad una intensa produzione normativa e ad una crescente mole di servizi, anche di tipo innovativo, commissionati dagli enti pubblici alle organizzazioni non profit, che in questo frangente hanno sensibilmente modificato la propria organizzazione interna con l'apporto di nuovi strumenti di gestione di tipo manageriale, e di figure professionali (manager, progettisti, formatori, esperti di qualità, fund raisers, assistenti socio-sanitari, etc.), incrementando così non solo la qualità del lavoro quotidiano, ma anche la quantità.

Ciò, tanto per la Misericordia di Pisa quanto per molte altre realtà del territorio, ha reso assolutamente prioritaria la necessità di nuovi e più razionali spazi operativi.
Gli sforzi della Misericordia di Pisa, particolarmente penalizzata dalla ubicazione della propria sede istituzionale in pieno centro storico e in zona a traffico limitato priva di parcheggi, si sono inizialmente orientati verso la possibilità di costruire la nuova Sede in via Pietrasantina all'interno dei terreni di sua proprietà limitrofi al Camposanto.

L'ipotesi, tuttavia, per quanto percorribile, suscitò non poche peplessità, prima fra tutte quella di un sostanziale allontanamento dalla città di una istituzione storica come la Misericordia di Pisa che si sarebbe trovata praticamente sul confine con il Comune di San Giuliano.
Nel 2000 venne individuata la ex sede della Gea (nel frattempo trasferitasi) come una concreta possibilità di realizzazione della nuova sede della Misericordia di Pisa.

I contatti e le trattative che seguirono, tuttavia, non riuscirono a produrre un accordo utile.
Nel 2001 i Salesiani di Pisa, nell'ambito di un'opera di razionalizzazione del proprio patrimonio immobiliare, donarono alla Misericordia di Pisa un terreno ubicato in zona Cep (tra via A. Veneziano e via G. Fabriano) dove, a suo tempo, la Misericordia di Pisa aveva istituito un piccolo ambulatorio medico.

A seguito di questa donazione il Magistrato ha iniziato a lavorare sull'ipotesi di edificazione della nuova Sede sul terreno del Cep, quartiere cittadino dove la Misericordia di Pisa, dal 1997, ha creato una propria sezione distaccata.

Dopo una fase di studio e di definizione urbanistica, la Misericordia di Pisa presenta al Comune di Pisa il progetto di edificazione della nuova Sede istituzionale a firma dei progettirsti Arch. Bruno Alberto Tarantino e Geom. Leonardo Bettini.

Il progetto viene adottato dal Comune di Pisa il 27 marzo 2003 (del. n. 25) e approvato definitivamente il 18 luglio 2003 (del. n. 63).

L'8 giugno 2004 viene posta la prima pietra del cantiere.
 

Descrizione della nuova Sede

La nuova Sede istituzionale della Misericordia di Pisa sorge su un terreno ubicato nel quartiere Cep fra via A. Veneziano e via G. Fabriano, a ridosso del fiume Arno.

Dal punto di vista logistico e funzionale l'area è stata giudicata ottimale per lo svolgimento delle attività istituzionali della Misericordia di Pisa per una serie di ragioni oggettive fra le quali:

  • l'ubicazione della Sede alla periferia della città ma "nella" città, essendo il Cep un quartiere ormai completamente integrato con l'area urbana storica;
  • la immediata vicinanza delle principali arterie di comunicazione stradale (Aurelia, Viale D'Annunzio, Superstrada FI-PI-LI, Autostrada), che consente una rapida attivazione dei mezzi di soccorso della Misericordia di Pisa;
  • l'ubicazione nella parte Ovest della città che, per i servzi di emergenza medica "118", fa da péndant con l'ubicazione nella parte Est della città della Pubblica Assistenza S.R. di Pisa che opera negli stessi servizi;
  • la vicinanza della struttura cimiteriale della Misericordia di Pisa, meglio collegata e più facilmente raggiungibile;
  • l'ubicazione della Sede in un quartiere cittadino con scarse strutture socio sanitarie ed aggregative di tipo complesso;
  • la possibilità di poter edificare all'interno di un'area che consente ampi spazi destinabili a parcheggio e a verde pubblico.

La nuova Sede della Misericordia di Pisa è stata progettata tenendo conto delle necessità attuali e dell'attività attualmente svolta, nonchè delle attività ulteriori e possibili che l'Istituzione potrà, ragionevolmente, andare a svolgere nell'ambito di una struttura più ampia e razionale.

In particolare, è stata posta grande attenzione all'attività poliambulatoriale che in passato ha costituito un settore di eccellenza della Misericordia di Pisa e che attualmente resta un obiettivo istituzionale e statutario disattivato, nonchè all'attività recettiva che, opportunamente pianificata e gestita può essere di grande utilità per la collettività.


Esterno

Per la parte esterna è stata scelta una forma classica a parallelepipedo la cui forma regolare viene intervallata da un modulo direzionale verticale al cui interno sono collocati il vano scale e gli ascensori.

Le finiture architettoniche prevedono il tamponamento esterno in mattoni a faccia vista, conformemente allo stile edilizio del quartiere, misto ad ampie vetrate. Le parti intonacate e quelle in acciaio riprendono la colorazione gialla e blu, in linea con i colori istituzionali delle Misericordie.

Completa l'esterno l'area posta di fronte all'edificio destinata a verde pubblico attrezzato.
L'intero immobile si sviluppa in quattro piani fuori terra.

Interno

Il fabbricato è posto in parte su pilotis, al cui interno sono collocate le aree a parcheggio coperto per 22 posti auto; nell'altra parte del piano sono collocati i locali adibiti ai servizi di centralino, pronto soccorso e sosta del personale, mentre sul retro sono previsti i garage ed i locali di disinfezione degli automezzi di soccorso.

Il primo piano è dedicato (nella parte sinistra del fabbricato) all'attività poliambulatoriale e sanitaria, con ambulatori medici provvisti di servizi, reception e sale d'attesa.
Nella parte destra, collegati con una scala al locale posto al piano terra, sono ubicati i locali per il personale operativo comprensivi di servizi e spogliatoi.

Il secondo piano è adibito all'attività amministrativa e di rappresentanza ed è composto di un'area dedicata agli uffici e un'area (nella parte destra del fabbricato) comprensiva di auditorium per 110 posti a sedere e una sala di 30 posti a sedere per le attività di formazione continua e di didattica.
Il piano comprende servizi igienici comuni, una reception, l'ufficio cassa aperto al pubblico ed un ampio vano attesa.

Al terzo piano sono previsti tre appartamenti con camera, salotto, cucina e servizi per uso foresteria, oltre a 5 camere-ambulatorio con bagno, una cucina, un locale refettorio, un'infermeria, una cappellina ed una palestra per attività di fisioterapia.

Sulla sommità dell'edificio è posta una terrazza praticabile per attività istituzionale e di rappresentanza.

IMMAGINI

Di seguito, alcune immagini della nuova sede eaborate sulla base del progetto.
 

Misericordia di Pisa - Vista frontale

La sede della Misericordia di Pisa

 

Torna in cima alla pagina

realizzazione siti web - Rel. 1.00